ASPIRAZIONE A DIO

Il sonetto di stile petrarchesco rappresenta un tentativo di legare insieme la poesia tradizionale

italiana, la lirica, e la fede più pura, la contemplazione di Dio con i moduli della poesia italiana.

Il risultato, sebbene a volte forzato nella struttura ritmica, colpisce per il valore poetico acquisito

dalla fede.

 

1 Spesso ritorna il mio pensier dolente

2 al dolce tempo dell’età fiorita,

3 quando un sogno d’amor parea la vita

4 a la non conscia semplicetta mente.

5 E cerca richiamar novellamente

6 quel sogno e quella illusion svanita,

7 ravvivando nell’anima sopita

8 gli antichi affetti e le memorie spente.

9 Ma poi lasso del mondo, le amorose

10 ali al ciel volge, tratto dal desio

11 di più serene e più sublimi cose.

12 E ogni basso piacer posta in obblio,

13 vie seguitando al cieco vulgo ascose

14 anela al di che si racqueti in Dio.

 

METRICA:

NOTE:

Sonetto : due quartine in rima invertita ABBA e due terzine in rima alternata CDC DCD,

tutte composte di versi endecasillabi.

4) non conscia semplicetta mente: la mente di un adolescente che viene visto come un essere

non ancora razionale.

5) Novellamente. E’ forma tipicamente petrarchesca.

9-10) lasso: stanco, annoiato. E’ forma tipicamente dantesca. Da notare l’enjambement amorose

ali, che, con il sottolineare il termine amorose, indica come l’anima tenda naturalmente a Dio in

quanto è questo percorso una forma di riconciliazione con se stessa e la sua origine prima (Dio,

appunto).

14) racqueti: si acquieti, si tranquillizzi. E’ forma desueta.

Fonte (Nel Cassetto delle Memorie – Gli Altri quaderni del Centro Studi Brutium – N° 10 allegato alla “Ciminiera” Anno IX N° 7-8-9/2004)

Pubblicata sulla rivista napoletana “l’Equilibrio” nel 1841

ASPIRAZIONE A DIOultima modifica: 2009-07-31T17:11:00+02:00da comunytation
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